Via Crocetta, 18
San Polo dei Cavalieri (Rm)
Italia
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Chi viene a soggiornare a San Polo dei Cavalieri è fortunato perché oltre al clima secco e fresco, alle attività naturalistiche e sportive, ha nelle immediate vicinanze anche molte risorse artistiche e culturali di importanza mondiale.
Per esempio, Tivoli è una meta tassativa. Con le tre ville celeberrime, il borgo medioevale, ed i numerosi insediamenti romani e le terme di acque albule, rimane uno dei paesi più visitati d’Italia.

Villa Adriana. La grandiosa villa fu edificata nel II secolo d.C. per volere dell’ imperatore Adriano che in essa volle ricordare i luoghi da lui visitati durante i suoi numerosi viaggi nell’impero. Specchio della poliedrica personalità di Adriano, gli edifici, ricchi di elementi architettonici di estrema eleganza, testimoniano la straordinaria capacità edilizia romana, coniugata ad un raffinato gusto decorativo orientalizzante. I reperti rinvenuti nelle numerose campagne di scavo effettuate costantemente nel corso dei secoli arricchiscono ancora oggi i musei di tutto il mondo.
Villa d’Este. La villa, straordinario esempio di architettura rinascimentale, fu fatta costruire dal Cardinale Ippolito d’Este, che nel 1550 era stato nominato dal papa Giulio III governatore civile di Tivoli . Progettata da Pirro Ligorio, la villa è costituita da un elegante palazzo situato in posizione dominante rispetto all’ampio giardino all’italiana caratterizzato da straordinari giochi d’acqua realizzati utilizzando, senza l’impiego di pompe, l’acqua del fiume Aniene . Sono presenti nel parco decine di fontane di ogni foggia e dimensione tra cui una delle più famose è certamente la fontana dell’organo dotata di un organo idraulico alimentato dalla sola pressione dell’acqua del fiume.


Villa gregoriana. La cosiddetta “villa gregoriana “ è un meraviglioso ed inaspettato parco naturalistico ( FAI ) collocato sotto l’acropoli romana su cui insistono due templi repubblicani. La villa deve il suo nome a papa Gregorio XVI il quale nel 1834 fece deviare il corso del fiume Aniene che da sempre provocava per la città disastrose inondazioni. Il progetto, molto ardito , prevedeva la realizzazione di una galleria in cui deviare il fiume e una grandiosa cascata artificiale di circa …m . Sul lato della cascata, a ridosso del vecchio corso dell’aniene fu deciso di realizzare un percorso di grande suggestione che tuttora si snoda tra formazioni calcare, grotte e testimonianze archeologiche – nel luogo sorgeva infatti la villa romana di Manlio Vopisco- in una vegetazione rigogliosa e ricca di varietà.

I templi dell’acropoli. Sulla propaggine rocciosa dell’antica Tibur sorgevano due templi repubblicani, ancora oggi in buone condizioni, uno rettangolare l’altro circolare. L’attribuzione rimane tuttora incerta anche se tradizionalmente i due templi sono attribuiti a Vesta e alla Sibilla. Il luogo, per la posizione e per la bellezza degli edifici è stato uno dei soggetti più rappresentati dagli artisti del Grand Tour che aveva in Tivoli una delle mete obbligate. A ridosso dei templi fu edificata nel Settecento una locanda che è oggi un ottimo ristorante in una posizione unica.

Santuario di Ercole Vincitore. Si tratta di una imponente struttura tardo repubblicana costruita al di fuori delle antiche mura cittadine che scavalca con delle volte ardite la via Tiburtina. La struttura monumentale, a strapiombo sulla sottostante pianura, era organizzata su due livelli, quello superiore dedicato al culto, quello inferiore al commercio. L’edificio per le sue enormi dimensioni , entrò a far parte della naturale tessitura dell’abitato tiburtino e nelle sue strutture trovarono sede nel tempo delle chiese, dei vigneti, una polveriera ed infine una cartiera.
Il complesso per la sua grandiosità architettonica rappresenta una delle più imponenti espressioni dell’edilizia romana.

Licenza e la villa romana di Orazio
I resti della villa romana di I sec. a.C. appartenuta al poeta Orazio, si trovano nelle vicinanze di Licenza, bellissima cittadina sita sulla via Licinese in posizione panoramica, caratterizzata dal Castello Orsini e dal Palazzo Baronale. La residenza, che ad Orazio fu donata da Mecenate, era costituita da un complesso di stanze con un quadriportico, un balneum, ed un vivarium per l'allevamento di pesci e crostacei.
Immersa nella natura e destinata all'otium, la villa era profondamente amata dal poeta, che mai si era abituato al fragore e alla vita mondana dell' Urbe:
Era questo il mio sogno: un pezzo di terreno, non tanto grande, dove fosse l'orto e, vicino alla casa, una sorgente d'acqua viva e, per aggiunta , un po' di bosco. Gli dei han fatto più e meglio: che siano benedetti!
O figlio di Maia, io nulla desidero di più, se non che tu mi renda stabili questi doni. […] Satire, II,6